A seguire un estratto dall’appello pubblicato su Alpinismo Molotov per una campagna di disinfezione dalla retorica patriottarda che quest’anno in particolare – e fino al 2018 – verrà fatta colare dalle vette delle Alpi giù per le valli e fino al cuore delle città, a un secolo dall’entrata in guerra dell’Italia in quella che è conosciuta come – grandeur e ipocrisia – Grande Guerra.

#Montagnecontrolaguerra sul Monte Coppolo (2.033 m.s.l.m.) il giorno 17 luglio 2015. Sullo sfondo le Pale di San Martino.
#Montagnecontrolaguerra sul Monte Coppolo (2.033 m.s.l.m.) il giorno 17 luglio 2015. Sullo sfondo le Pale di San Martino.

Nell’anno delle celebrazioni per il centenario dell’inizio di una guerra, noi vogliamo ricordare gli ignari mandati al macello, i disertori e i fucilati per insubordinazione, il dolore, la disperazione e la fame di chi patì la guerra nelle trincee, ma anche lontano da queste, nelle case dalle dispense svuotate dall’economia di guerra. Indifferentemente dalla parte del confine in cui albergarono queste sofferenze.

Oggi – a un anno dall’ascesa al Rocciamelone, battesimo “ufficiale” di Alpinismo Molotov (su Giap il récit) – lanciamo una proposta a chi segue il nostro blog, una campagna che provi a disinfettare parte di quelle montagne dalla cupa retorica della guera granda, seguendo l’esempio della spedizione molotov al Monte Učka del 1° marzo 2015. Per partecipare a questa campagna di disinfezione non si dovrà far altro che caricarsi sulle spalle insieme allo zaino questo motto:

Montagne contro la guerra / L’alpinismo non ha patria

Scritto su un foglio, riportato nei libri di vetta o di rifugi e bivacchi, stampato su carta, t-shirt, adesivi o altro nella grafica dedicata – realizzata da Inpuntadisella, già autore del logo di Alpinismo Molotov – che potete scaricare cliccando sull’immagine che segue.

Fotografatelo in ambiente e condividetelo sui social network con l’hashtag #montagnecontrolaguerra e inviateci le foto a info@alpinismomolotov.org indicando quale montagna avete simbolicamente disinfettato e magari raccontandoci le vostre montagne contro la guerra. Noi daremo poi conto sul blog dell’andamento di questa campagna.

We don’t give a fuck about patriotism.

#montagnecontrolaguerra

Qui il testo completo dell’appello.

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