Copertina di Nadja realizzata da Marcel Marien e indirizzata a André Breton (collage fotografico, 21 Aprile 1938).
Copertina di Nadja realizzata da Marcel Marien e indirizzata a André Breton (collage fotografico, 21 Aprile 1938).

E forse il motore segreto di tutto questo è l’incontro, l’inciampo anzi in una casualità, in un hasard objectif, quel particolare “sincronismo” in cui André Breton scorgeva il segno di una possibile riconciliazione tra le finalità della natura e quelle dell’uomo, un’alleanza inattesa tra il desiderio e le forze del mondo reale, un appuntamento che è anche uno stato d’animo, il sigillo di un’affinità segreta tra inconscio e mondo e il punto senza dimensione da cui il meraviglioso sgorga nel quotidiano.

Caso oggettivo, Stefano Chiodi su nazione indiana

 

Da qui si arriva allo hasard objectif, al “caso oggettivo” surrealista con cui si indicava la coincidenza tra un desiderio interno e quello che accade all’esterno: se non ci fosse la spinta del desiderio interno, non si coglierebbe il messaggio che la vita offre e non lo si leggerebbe come un caso, come una coincidenza. C’è quindi la fusione di questi due elementi, uno che viene dal desiderio, dall’attesa e dalla ricerca più o meno cosciente, e l’altro da quello che la realtà può offrire.

Alberto Savinio: le molte facce di un artista di genio, Silvana Cirillo

 

Breton lo tiene infatti [Giacometti] nella più alta stima. Lo fa infatti figurare in uno dei capitoli dell’Amore Pazzo, un libro che esplora i «sentieri del desiderio» e pone alla base della ricerca individuale la casualità oggettiva, l’ «incontro del tutto».

Giacometti, Gérard-Georges Lemarie

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