Cerca

this machine kills fascists

La base di Mr Mill

Resistere all’esame di Stato

Sono passati anni da quando affrontai l’esame di maturità, ma per contribuire alla stesura di questo articolo ho rispolverato i miei ricordi. In vent’anni il discorso attorno alla Resistenza è stato ricombinato per renderlo assimilabile alla narrazione tossica della “memoria condivisa”, come anche nelle tracce dei temi di maturità è rilevabile.

Buona lettura.

avanguardiedellastoria

Riflessioni su una traccia per il tema di maturità

Di Tommaso Baldo, Franco Berteni, Enrico Manera e molti altri giapsters e collaboratori di Avanguardie della storia cui si devono riflessioni e contributi vari sui temi collegati.

Sfilata della liberazione di Milano: i membri del Comitato di Liberazione Nazionale. Immagine tratta il 28.6.2015 dal sito http://www.insmli.it/parrimilano/pubblicazioni-on-line/25-aprile-liberazione-di-milano-742/  Sfilata della liberazione di Milano: i membri del Comitato di Liberazione Nazionale.
Immagine tratta il 28.6.2015 dal sito http://www.insmli.it/parrimilano/pubblicazioni-on-line/25-aprile-liberazione-di-milano-742/

1995: cinquantesimo della liberazione

La prova scritta di italiano per l’Esame di Stato presentava tre tracce comuni a tutti gli indirizzi. La terza diceva:

«Gli ideali politici che animarono la Resistenza hanno trovato la loro coerente espressione nel dettato della Costituzione, che resta il supremo punto di riferimento del nostro vivere civile. Delinei il candidato il quadro delle vicende italiane nel quinquennio 1943-1948, soffermandosi in particolare sulle caratteristiche del movimento della Resistenza e sul valore fondamentale della Carta Costituzionale»[1].

View original post 2.940 altre parole

Pensieri sparsi sull’incanto nella rappresentazione fisica del mondo. | Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli

Ho acquistato questo leggero libro – materialmente leggero – vedendolo sugli scaffali della libreria. Leggere di scienza e fisica è cosa che faccio di rado, non avendo una formazione scientifica, ma sono letture che quando approccio mi danno sempre gran piacere, soprattutto per gli squarci di meraviglia che aprono nel pensiero. Questo volumetto di divulgazione scientifica scritto da Carlo Rovelli si legge in una serata, richiede la giusta attenzione per seguire la presentazione in sette lezioni delle principali scoperte che hanno riplasmato la fisica a partire dalla fine dell’Ottocento, concludendosi con l’ultima lezione che parla di noi umani e del nostro rapporto col mondo fisico, che è poi anche l’immagine del mondo fisico nel rapporto con noi umani.

Dopo averlo letto sono venuto incidentalmente a conoscenza del successo editoriale di questo Sette brevi lezioni di fisica leggendo una recensione a firma di Marilù Oliva pubblicata su Carmillaonline. Oliva si interroga anche sull’apprezzamento da parte del pubblico dei lettori per questo libro, quando siamo soliti vedere fra i titoli nelle posizioni alte delle classifiche di vendita quelli che potremmo definire romanzi blockbuster, lasciando peraltro la risposta in sospeso.

La lettura del libro prima e quella della recensione poi mi hanno portato ad alcuni pensieri sparsi, libere associazioni senza pretese da non prendere troppo sul serio:

Continue reading “Pensieri sparsi sull’incanto nella rappresentazione fisica del mondo. | Sette brevi lezioni di fisica di Carlo Rovelli”

Lontano da città e fabbriche, cento anni su per montagne in cerca di libertà. | Sentieri proletari di Alberto Di Monte

Cover_SentieriProletariIl lavoro di Alberto Di Monte, confluito nella scrittura di Sentieri proletari. Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti (Mursia, 2015), affonda le sue radici nel binomio ricordare/raccontare: combinazione inscindibile e necessaria per narrare un sodalizio i cui echi sono andati affievolendosi nel tempo, fino a renderla oggi poco meno che una storia perduta. Di Monte, per riuscire a saldare questo binomio, ha dovuto preliminarmente faticare non poco alla ricerca di tracce e testimonianze di questa esperienza associativa che, fin dalla sua nascita, si è caratterizzata per l’intransigenza nel perseguire i suoi obiettivi statutari, resi in sintesi nel motto «Sempre più in alto, per una nuova umanità».

Continua a leggere su Alpinismo Molotov.

Not with a bang but a whimper. | Come finisce il libro. Contro la falsa democrazia dell’editoria digitale di Alessandro Gazoia (jumpinshark)

Come finisce il libroScrivere un saggio sul mondo editoriale contemporaneo è come provare a fermare l’immagine di un oggetto che si muove nello spazio così velocemente da risultare sempre fuori fuoco, tanto che l’immagine stessa che se ne ricaverebbe possa indurre a pensare che l’oggetto che si credeva di stare osservando è mutato in qualcosa di differente, producendo uno sdoppiamento della sua stessa natura. E così è: se il libro di carta non scomparirà mai perché incorpora e rappresenta un desiderio – e una forma – di conoscenza che si è nei secoli radicato, l’emergere di uno spazio digitale che fa di un libro un ambiente aperto e potenzialmente mai finito apre a possibilità ancora tutte da esplorare. Questo sdoppiamento si caratterizza però anche per una continua retroazione che tende a modificare entrambi i campi.

Continue reading “Not with a bang but a whimper. | Come finisce il libro. Contro la falsa democrazia dell’editoria digitale di Alessandro Gazoia (jumpinshark)”

Corri Roderick corri! | Roderick Duddle di Michele Mari

Roderick DuddleNon andrebbe mai lasciata lasca la corda che lega le diverse identità che ognuno di noi esperisce dalla nascita alla morte, soprattutto non andrebbe mai lasciata scivolare a terra fino a risultare ai nostri occhi recisa – mentre è solo celata da uno strato di sedimenti esperienziali – la corda che ci lega alla nostra fanciullezza, al nostro sguardo bambino. Mantenere questa corda in tensione è parimenti tenere aperta la domanda su quello che si è perso della capacità di meravigliarsi, di immaginare attraverso il gioco, di come la seriosità ha scalzato la serietà, in poche parole di quel che abbiamo disimparato – o cosa, viceversa, dovremmo dimenticare di quel che abbiamo acquisito crescendo – di quell’età in cui ancora la linea d’ombra non aveva tracciato un solco di demarcazione – profondo, non rimarginabile – fra un prima e un dopo. La storia di Roderick narrata da Michele Mari ci porta a confrontarci con questa domanda, funziona come una puleggia che riporta tensione in quella corda attraverso la narrazione e la capacità della letteratura di costruire mondi. Non solo ci riporta nelle ambientazioni dei romanzi d’avventura che tanto ci coinvolgevano nell’infanzia, ma ci sollecita continuamente – in qualità di lettori – in uno sforzo immaginifico che vada oltre quel che la voce narrante onnisciente ci racconta dalla pagina.

Continue reading “Corri Roderick corri! | Roderick Duddle di Michele Mari”

Una letterina, nel nome del potere. | Non-recensione di The Frontman. Bono (nel nome del potere)

The FrontmanScrivo cogliendo l’occasione ghiottissima che in questi giorni d’agosto 2014 mi offre l’ultima performance di Bono Vox, il soggetto della disamina operata in questo libro da Harry Browne: come riporta la stampa nostrana mai stanca di amplificare il nulla fino a dargli la forma di notizia, Bono Vox ha fatto pervenire all’attuale Presidente del Consiglio italiano una letterina, sì una letterina scritta di suo pugno: «to Renzi, Mateo». Il breve contenuto della missiva è un’imbarazzante quanto pelosa leccata di piedi, in cui non manca il luogo comune sugli italiani al solito identificati come dotati di «grande creatività». Per chi ha letto The Frontman. Bono (nel nome del potere) questa non-notizia ha l’effetto di un’ennesima conferma di come lo schema d’azione – descritto minuziosamente nel libro – di questa popstar sia praticamente immutevole, essendosi Bono nel corso degli anni largamente speso per accreditarsi con i potenti di turno – da Bush a Blair e via compagnia bella – come sensibile artista che ha a cuore le sorti dei popoli, meglio se particolarmente in sofferenza , del mondo. La sua maschera pubblica è quella del filantropo e dell’uomo che si è fatto da solo, disinteressato nel denunciare le ingiustizie sociali e farsi portavoce di chi queste stesse ingiustizie le subisce; la logica vorrebbe essere questa: io che sono una riconosciuta e rispettata popstar globale posso arrivare a contatto con chi decide le sorti del pianeta, quindi posso far pressione perché si agisca per porre rimedio a ingiustizie e sofferenze.

Continue reading “Una letterina, nel nome del potere. | Non-recensione di The Frontman. Bono (nel nome del potere)

Cantastorie fantastereoscopici | L’Armata dei Sonnambuli di Wu Ming

AdS_coverL’Armata dei Sonnambuli chiude un ciclo, iniziato con il long-seller Q quando ancora gli autori si firmavano Luther Blissett e sviluppatosi poi con i romanzi storici del collettivo Wu Ming: Asce di Guerra, 54, Manituana, Altai. È bene sottolineare da subito che nel corso di questo ciclo Wu Ming ha affinato metodo e strumenti narrativi opera dopo opera, fino a giungere a un’esplorazione a tutto campo del genere “romanzo storico”. L’Armata dei Sonnambuli rappresenta un movimento sulla mappa del romanzo storico così come è stata tracciata nel corso degli anni da Wu Ming: il ripercorrere sentieri già tracciati con la sicurezza di chi compie un secondo passaggio sul proprio cammino, con minor timore di poggiare un piede in fallo, con lo sguardo che spazia oltre il tracciato e – mappa alla mano – può tagliare o allungare il percorso, indugiare o affrettare il passo. Una mappa è però delimitata dalle dimensioni del supporto su cui è disegnata, dalla scala adottata, e comunque è utile finché ci si muove sul territorio che vi è rappresentato: con questo romanzo Wu Ming chiude un ciclo non solo perché racchiude in esso la migliore espressione in potenza di elementi presenti nei lavori precedenti – non solo collettivi, ma anche solisti o “meticci”, così come del lavoro di militanza culturale quotidiano su Giap e del confronto continuo con i giapster – ma perché è già sconfinamento, un superamento di tutto ciò.

Continue reading “Cantastorie fantastereoscopici | L’Armata dei Sonnambuli di Wu Ming”

“Tempo, testo, tensione e temporalità” | La nuova edizione di Il rap spiegato ai bianchi di David Foster Wallace e Mark Costello

il rap spiegato ai bianchiLa sempre apprezzabile casa editrice Minimum Fax – per catalogo, collaboratori e cura dei prodotti editoriali – nel maggio scorso ha pubblicato la nuova edizione del divertente, intelligente e corrosivo breve saggio Il rap spiegato ai bianchi, scritto a quattro mani nel 1989 da David Foster Wallace e Mark Costello. Non so da quanto tempo non fosse più in catalogo la prima edizione, ugualmente  proposta in Italia da Minimum Fax; ricordo che io intercettai una copia del libro leggermente velata di polvere su di una bancarella, durante una vacanza nell’agosto del 2011, precisamente a Rispescia. Già conoscevo quel libretto, già da qualche anno avevo letto cose scritte da D. F. Wallace (non ricordo l’ordine di lettura, qui non ha nemmeno importanza) rimanendone folgorato dall’intelligenza salterina e dal piacere derivante dalla lettura della sua scrittura. Non si era ancora raggiunto l’apice del hype che poi trasformò la sua persona in un’icona, io probabilmente già ero infastidito da questo processo di iconizzazione in corso: non tanto per il processo in sé, ma perché questo spostava l’attenzione dalle opere all’autore, per poi finire alla chiacchiera sull’uomo e sulle sue vicissitudine esistenziali.

Tornando a Il rap spiegato ai bianchi, la ricordo come una lettura spassosa; appena terminato il libro scrissi un breve commento che pubblicai su aNobii (dove tuttora giace in questo social network che ha da tempo sentore di ruina dantesca). La nuova edizione e la lettura della prefazione a quest’ultima scritta da Mark Costello – che si può leggere su minima&moralia e da cui ho rubato le quattro parole che fanno da titolo a questo post, mi hanno dato l’idea di recuperarla e pubblicarla qui, non fosse altro che sulle opere scritte da D. F. Wallace  che ho letto – pur restandomi in testa per lungo tempo, continuando a “lavorare” – non sono mai riuscito a scrivere nulla che mi convincesse.

Buona lettura e mi raccomando, ascoltate Mark: alzatevi da quel divano e uscite.

Continue reading ““Tempo, testo, tensione e temporalità” | La nuova edizione di Il rap spiegato ai bianchi di David Foster Wallace e Mark Costello”

E torneremo a urlare “Oh, wow! Oh, wow! Oh, wow!” | L’Arte di stupire di Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema

Pensate a questo e cercate una via, più che una guida.

Vi auguro di trovare eine autentische Revolution…

(Wu Ming – L’Armata dei Sonnambuli)

  

L'Arte di Stupire

Stando alla definizione da dizionario, pochi di noi, soprattutto per chi ha caro il pensiero scientifico razionalistico, ammetterebbero di aver avuto a che fare con la magia, normalmente intesa come forma di sapere esoterico e iniziatico. Senza rimpianti per i tempi in cui la magia era una categoria che dava forma al mondo, offrendosi come schema d’interpretazione e di narrazione della realtà, possiamo però anche dire che per una sorta di eterogenesi dei fini a essere accolte con un certo scetticismo sono tutte le manifestazioni di stupore e incanto, bollate sovente come infantili. Se però, ad esempio, vediamo un arcobaleno, che sappiamo essere un fenomeno di ottica atmosferica, dovremo ammettere che nonostante la conoscenza della sua spiegazione scientifica ne rimaniamo affascinati. Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema sono ben consci di tutto ciò e nel loro L’Arte di Supire. Creare esperienze magiche per emozionare, incantare, sorprendere si fanno carico di scombinare questa logica binaria e polarizzata.

Continue reading “E torneremo a urlare “Oh, wow! Oh, wow! Oh, wow!” | L’Arte di stupire di Mariano Tomatis e Ferdinando Buscema”

Blog su WordPress.com.

Su ↑